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Una vittoria nera come l'ebano

Rosso come le fiamme del cuore colmo di vendetta
Nero come l'ira più cieca che segue la disfatta
Nel silenzio della torre, tra le grida della forgia
e' il guardiano dell'inferno, il signore della bolgia.
Chi lo attacca non ha scampo se lo affronta con coraggio
no, non conta il suo valore, i suoi natali o il suo retaggio
Come il giorno non perdura oltre il sorger della luna
l'equilibrio è la chiave, l'unica vera fortuna

Nanael aveva letto quei versi più e più volte nelle ancestrali biblioteche di Darnassus prima di partire, quando aveva saputo la destinazione. Erano versi antichi e criptici, ma che al loro interno si diceva si custodisse la chiave per poter sconfiggere un nemico formidabile come il drago che stavano per raggiungere. Aveva sperato che l'Oracolo non chiedesse loro di affrontare proprio quell'avversario, ma quando aveva accennato all'ebano ogni dubbio era sfumato e ora come non mai era grato alla sua prudenza ed alla sua sete di conoscenza che mai come in quell'occasione avrebbe fatto la differenza, se avesse compreso il senso di quei versi.
- Nanael, stai bene? - Barrentrak conosceva troppo bene il suo compagno di viaggio per non accorgersi che qualcosa lo impensieriva.
- Perchè? - rispose assorto nelle sue meditazioni l'elfo.
- Nulla, solo che da quando Yukina si è rimesso sei diventato estremamente silenzioso. Voglio dire, non è da te metterti in disparte, eppure lo stai facendo. Anche Mamiya se ne è accorto, ma è ancora molto stanco e non se la sentiva di venire a chiederti cosa non andasse, ma io sto bene e i tuoi silenzi mi preoccupano più del ciccione senza testa che abbiamo lasciato là dietro. –
L'elfo infastidito allungò di un passo poi si voltò verso l'amico:
- E' una mia responsabilità, Barrentrak, devo riflettere. - e raggiunse Selune e Roredrix in cima al gruppo.

- Ti vedo bene, deve essere quest'aria, forse giova alla pelle. -
Antera lanciò un'occhiataccia al marito di fianco a lei, poi rise di cuore come non le succedeva ormai da parecchio tempo. Era vecchia, era malata, era alla fine del viaggio e questo peso se lo portava dietro ormai da parecchio tempo. Il pensiero di lasciare marito e figlio soli la distruggeva e non importava quanto sapesse di magia e quanto ai tempi fosse stata temuta, ormai era una vecchia madre sull'orlo del baratro. Si era chiusa in se stessa, aveva allontanato persino Illentar in alcuni frangenti, tant'è che Sceiren aveva dovuto chiedere aiuto ad una sua vecchia conoscenza, Gàia, che aveva ricambiato subito il debito nei confronti del mago. Sceiren l'aveva sempre considerata un'amica, ma Gàia, oltre a quel legame, si sentiva vincolata al mago da quando questi l'aveva salvata, anni prima, nelle pericolose lande di Silithus. E un debito di vita è un debito che non poteva essere spezzato, soprattutto per un elfo, praticamente immortale. Così aveva mollato i suoi studi, era stata bandita dall'accademia druidica di Darnassus, aveva preso la prima nave in partenza dal porto di Theramore per Menethil Arbor ed aveva detto addio alla sua terra natia. Antera non poteva immaginare, in principio, quanto fosse costato alla giovane elfa , ma come spesso lo stesso Sceiren le ricordava, gli elfi sono famosi per i loro segreti. Poi quel barlume di speranza, quel racconto in principio ritenuto ridicolo e poi divenuto la sua unica ragione di vita, dopo suo figlio: l'anello della giovinezza e la fine di un incubo. Ora era a pochi passi dal custode della sua stessa vita, un drago, secondo quanto sapeva suo marito, un drago formidabile. Non poteva non pensare alle implicazioni di quella definizione: quante vittime per salvare lei dalla normale conclusione di una vita ormai agli sgoccioli.
- Antera, non pensarci. - Sceiren non aveva bisogno di sentirla parlare, ormai, era come se i suoi pensieri fossero legati ai propri.
- E se non funzionasse? –
- Vorrà dire che avremo raccolto elementi per una nuova favola per Illentar, se non altro, ma vedrai, non temere, funzionerà.
Fin'ora le informazioni della zingara si sono dimostrate tutte veritiere, perchè proprio questa non dovrebbe esserlo? Mi servi in forze per quest'ultimo scontro, Antera, Ebonroc non resterà immobile mentre noi cercheremo di rubare il suo tesoro alla ricerca dell'anello. E' un drago, del resto, e i draghi non prendono di buon occhio i ladri. –
- Non solo loro credo...-
- Appunto, coraggio cara, ci siamo quasi. Finora te la sei cavata egregiamente, non cadere proprio ora su dubbi che, come ti ho spiegato, non hanno motivo di esserci. Tutti noi siamo qui per scelta, non per dovere. Non hai responsabilità si quanto è accaduto o accadrà. –
- Forse... –
- Andiamo, concentrati e non pensare ad altro.-
- Come ai vecchi tempi? –
Sceiren ci pensò su un attimo: - No, come quelli che verrano. –