Appendice
L'imponente figura si fece strada fra le rigogliose fronde del sottobosco. Il profumo dei fiori appena sbocciati gli ricordavano i boschi di Theldrassil, ricordi lontani nel tempo e nello spazio. In silenzio, senza mai spezzare alcuna fronda o filo d'erba, raggiunse il centro del boschetto e un lago di acqua cristallina. Con le mani dietro la schiena, l'elegante elfo lasciò il bosco e si fermò su di una piatta roccia di granito che troneggiava sul piccolo lago e voltò ad esso le spalle. Ogni tanto divagare era utile per non dimenticare le proprie radici.
La superficie del lago si increspò impercettibilmente, poi un vortice di luce sotto il pelo d'acqua cominciò a vorticare sempre più rapidamente fino a formare una sorta di tunnel verso il profondo, perdendosi nell'oscurità.
- Sei in ritardo. - disse l'elfo senza voltarsi.
In silenzio, fuoriuscendo dal portale aperto nel laghetto, una figura ben più imponente e minacciosa uscì lentamente. Decine di serpenti animati di vita propria ondeggiavano dalla sua testa. Il corpo umano era caratterizzato da due paia di braccia che terminavano con mani palmate. Il corpo, dalla vita in giù, si sfilava come quello di un serpente.
- Comincio a pensare che frequentando le femmine umane tu ne stia risentendo, acquisendo alcune delle loro più comuni caratteristiche, tipiche della loro specie. Mi sbaglio, Milady?-
- Non essssshhere ridicolo. E poi shhhenti chi parla. Non sei forse tu che ti sei ssssporcato le mani in prima persona? Kael? –
L'elfo dagli sfarzosi abiti color del rubino, si voltò verso la creatura fissandola con i suoi profondi occhi verdi.
- Non trovi ssssingolare che un Dio scenda sulla terra per sbrigare le faccende dei mortali? Bastavano un paio di tuoi ufficiali per quella missssione, non era necessario che scendessi tu. –
- Milady, che senso ha l'immortalità se non puoi divertirti di tanto in tanto. Lascia che ti dica una cosa: talvolta continui a commettere l'errore di fidarti troppo dei tuoi sottoposti, per non parlare poi di quando affidi missioni importanti a servi di altre specie. Credimi, Milady, quel drago poco cresciuto di Razergore e quello stupido senza cervello del Signore della Nidiata non erano che divertimento. Non potevo certo rendere le cose troppo difficili, non trovi? Cosa sarebbe accaduto se, ad esempio, le cavie fossero arrivate sfiancate da Ebonroc? Cosa se Ebonroc fosse sopravvissuto? Ci hai mai pensato per un istante? –
- Kael, è ovvio che non metto in dubbio l'efficacia della tua azione. Ressssto sorpresa che tu abbia voluto scendere direttamente. Senza contare, mio caro, che posssssho essere d'accordo con te sulla assoluta assenza di difficoltà contro quei due, ma cossssha pensi sarebbe successso se Nefarian avesssse percepito la tua presenza? Con lui anche tu avresti potuto avere problemi. Lo sai quesssto?-
L'elfo scosse il capo rassegnato.
- Milady, la tua rete di informatori non vale più come una volta da quando non ti fidi più dei tuoi soli figli, ma deleghi altri. Io, dal canto mio, mi fido solo dei miei fratelli, del resto i risultati si vedono. –
- Cossssa vorresti dire? - e strisciando si avvicinò al suo interlocutore.
- Nel sangue risiede la lealtà, Milady, il tuo stesso sangue non ti tradirà mai, non verrà mai meno ai propri compiti e, qualora ti tradisse, non potrebbe mai celare la verità ai tuoi occhi. Per questo non ho traditori tra le mie fila, ma solo validi servitori. –
- Piantala con la morale! Non potevo mandare i miei figli nei Regni dell'Est! Vieni al punto, Kael! –
- I miei informatori mi hanno riferito che Nefarian non è a Blackwing Lair da un po'... curioso, neppure i suoi lo sanno. –
- Sì, curioso. Tuttavia non mi interessa al momento dove sia andato... devo riconossscertelo, Kael, avevo dei dubbi sul tuo piano, ma ora non possssho che ammetterne la genialità. –
- Ti ringrazio Milady, ma ho solo seguito la profezia. Del resto basta leggere. - Kael'thas infilò una mano in una delle numerose pieghe del suo abito riccamente ricamato ed estrasse un tomo. Sulle due copertine la testa di un demone i cui canini affilati si serravano formando una macabra serratura.
- Nelle "Cronache dei Segreti Oscuri" quello che dovevamo fare era chiaro. Recita infatti "Il finito nell'eterno troverà il suo rifugio quando l'infinito stesso nel finito avrà pace". -
- Ho ssempre odiato gli indovinelli. –
- Lo so, Milady, ma è semplice, se pensi dove ho trovato questo testo e se consideri che questo rappresenta l'ultimo elemento del rituale di evocazione. Il tempo, mia cara, la chiave è il tempo. - e sorrise alla Naga poco distante - E' un paradosso apparentemente irrisolvibile, ma ogni regola ha la sua eccezione. La mia, la nostra interpretazione è stata geniale: la vita di un umano, di un mortale, riposta nel corpo praticamente immortale di un elfo, ma così facendo abbiamo relegato l'anima immortale di un elfo nello spirito di un mortale, rinchiudendo l'infinitamente lungo in una vita ben più breve. –
- Ho sssssempre ammirato la tua intelligenza, Kael. –
- Ed io il tuo pragmatismo, Milady. Non sarebbe stato facile, per me, trovare il modo di convincere un elfo a rinunciare al proprio legame spontaneamente, ma evidentemente parte della loro logica risiede ancora dentro di te. –
- Non si cancellano le proprie radici, Kael e tu meglio di chiunque altro dovresti saperlo.-
- Vendetta!, geniale e scommetto che hai anche motivato i tuoi figli ad attaccare l'accampamento della nostra cavia senza troppi problemi. Immagino sia stato più difficile convincerli a lasciare un superstite che mandarli a combattere, o mi sbaglio?-
- I miei figli mi obbediscono ciecamente, Kael, almeno quanto i tuoi fratelli di sangue. –
- E comunque, anche la fortuna ci ha sorriso: non abbiamo neppure dovuto attendere che uscisse dalle montagne di Blackrock per ucciderla, ci ha pensato Ebonroc... lo dicevo io: nulla è più utile di un cagnolino ammaestrato bene. –
- Può darsi. Certo, Kael, se il tuo "cagnolino" l'avesse uccisa prima che l'anello fosse stato infilato...-
- Ma non è successo. –
- Grazie a me! Non negare, ma le mie collaboratrici umane che tanto disssshprezzi hanno permesso che quesssto piano riuscchisse. Se la mia femmina non avesse convinto la maga sul potere della gemma, ora sssstaresti ancora pensando a come fare. –
- Vero. A proposito, il ricettacolo si è svegliato? –
- I miei figli l'hanno seguita per un po'. E' a Zangarmashhhh, nel mio territorio, in quesssto modo la potrò tenere d'occhio mentre tu completerai il rituale. –
- Tutto è andato secondo i nostri piani. L'apertura del portale temporale avverrà come previsto. –
- Molto bene Kael.- il portale nel lago si riattivò e il vortice sotto il pelo d'acqua riprese a vorticare.
- Ci rivedremo per l'apertura del varco. –
- Come desideri, Milady, attenderò con ansia. - e dopo un inchino del capo, si voltò e si incamminò di nuovo nel bosco mentre Lady Vashj scomparve nel portale.
Il bosco lussureggiante si fece più fitto fino ad una sorta di barriera bluastra che Kael'thalas attraversò senza rallentare il suo passo.
Un fulmine allungò l'ombra dell'elfo del sangue verso l'enorme sfera di energia che proteggeva una delle ultime oasi rimaste in tutto Netherstorm. Il cielo scuro e burrascoso era scosso da una pioggia incessante di fulmini. Le nubi violacee si accavallavano una sull'altra continuamente, coprendo la luce delle stelle.
Kael'thas contemplò per qualche istante la brulla distesa inospitale davanti a sè, poi puntò il dito nel vuoto ed un portale si aprì davanti a lui.
Doveva recarsi all'"Occhio", il suo castello sospeso. Non poteva più perdere tempo. Doveva completare il rituale per aprire la Caverna del Tempo come da programma prima che il ricettacolo potesse essere compromesso.
Mai sfidare troppo la fortuna.
