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Sveglia

Searing Gorge

Svegliarsi dopo una notte di festa, tra luce e ombra, birra e vino, in compagnia di nani chiassosi e troppo silenziosi elfi, getterebbe un velo di disorientamento anche nel comodo letto di casa propria, ma svegliarsi all'alba nella Searing Gorge (anche da sobri), per chi non è abituato a simili spettacoli (così come per chi non lo era più da tempo), aveva la capacità di gettare nell'oblio, come il ridestarsi in una strana dimensione senza profondità o distanze valutabili con i propri sensi. Il sole infuocato aveva incendiato le nuvole sopra la terra di tinte vermiglie dalle infinite sfumature che andavano a fondersi con la terra, le rocce, le lontane montagne, il tutto in un moltiplicarsi di forme difficilmente distinguibili le une dalle altre. Era come trovarsi sospesi in un un oceano di fiamme in continuo mutamento.
Quella mattina sarebbe dovuto arrivare l'ultimo gruppo guidato da Hytujaram e da una nuova conoscenza per Sceiren, un druido che, secondo Hytu, era con pochi rivali nel strappare per i capelli dalla morte anche il più incauto dei combattenti. Proveniva dal Sud di Kalimdor e, sempre secondo quanto aveva riferito il guerriero, si era fatto le ossa nel cratere di Un'Goro prima e nelle inospitali distese desertiche di Silithus poi. Scelta inusuale per un druido... il suo nome era Nanael. Sceiren si fidava del giudizio del suo vecchio compagno d'armi e attendeva con ansia il suo arrivo. Antera era già sveglia e chiacchierava con Ilaria del più e del meno, Zigho e Yukina, ciascuno dal prorpio angolo dell'accampamento, stavano esaminando i propri archi... la sfida era alle porte. Poco più in là, Wayscraper e Roredrix russavano sonoramente, mentre Selune, July, Nadìr e Shaday erano ciascuno ai quattro angoli di una dettagliata mappa del budello di corridoi e grotte che da lì a poco si avrebbe dovuto affrontare. Poco più in là, con lo sguardo che Sceiren conosceva ormai piuttosto bene, Lore faceva finta di essere concentrato sul giocherellare con un bastoncino che infilava e toglieva dall'orecchio di Zaltar, sdraiato nel pieno del suo quarto sonno, ma in realtà stava origliando per avere una anteprima sul piano di battaglia.
Il mago si alzò in piedi, si stiracchiò abbandonando il torpore della notte, per poi fermare lo sguardo su Whitescar che lo fissava con sguardo interrogativo.
- Qualche problema, Whitescar?-
- Yukina mi ha detto di raggiungerlo, dice che è importante. –
- White, dovresti vedere una cosa - ribadì Yukina - Una lettera da parte di Erebus. –
La paladina per un attimo si chiese come potesse arrivare una lettera nel bel mezzo del nulla, poi ricordò che Yukina era ingegnere ed aveva studiato, se così si poteva dire, in quella delirante accademia di gnomi, poco lontano da Gmomeregan. Quando la donna raggiunse l'amico, infatti, come un sbucata dal terreno vi era una cassetta della posta agganciata su di una molla.
- Servita! - eslamò Yukina prima di aprire la cassetta e porgerne il contenuto a Whitescar.
- Che dice? –
La paladina lesse rapidamente la lettera, poi scosse il capo e la porse al mago:

Miei cari amici, nonostante avessimo dato adesione, purtroppo non penso che saremo dei vostri questa volta. Come sicuramente ricorderete, Tillisha ha sempre avuto una passione incontenibile per i draghetti. Uno di loro, proprio pochi giorni fa, ha partorito e non possiamo lasciarla sola coi i cuccioli, dobbiamo vegliarli ora più che mai. Pertanto vi siamo vicini, ma non potremo essere presenti. Un abbraccio a tutta la compagnia.

Erebus e Tillisha

Sceiren riconsegnò la lettera a Whitescar.
- Certe cose non cambieranno mai! Ma quanti cuccioli fa quel draghetto? –
- Non lo so... ma una cosa è certa: spero che Erebus e Tillisha non abbiano mai problemi di cibo, in dispensa... - e sorridendo si allontanò.